Saturimetri: crescono le richieste, ma come si usano?

Fino allo scorso anno le richieste di saturimetri nelle farmacie vicentine erano limitate a poche unità l’anno, ma tra i tanti risvolti dell’emergenza Covid vi è anche la “scoperta” di questo prezioso strumento da parte dei cittadini. «Da tempo la misurazione della saturazione dell’ossigeno nel sangue è uno degli esami che è possibile svolgere direttamente in molte farmacie – spiega il dott. Giovanni Battista Scaroni, presidente di Federfarma Vicenza – ma negli ultimi mesi abbiamo assistito anche ad un notevole incremento delle richieste di saturimetri. A domandarli è una tipologia di utenza piuttosto eterogenea. Innanzitutto c’è chi lo cerca per i propri cari in isolamento a casa in quanto positivi al Covid e che desiderano monitorare in modo preciso quello che ormai hanno imparato essere un parametro fondamentale per capire l’evoluzione della malattia. Ci sono poi gli ex pazienti Covid, ormai guariti, ma che continuano ad avere dei sintomi di affaticamento respiratorio e dunque cercano conferme, attraverso l’esame del saturimetro, della loro percezione. Ma il gran parlare di saturazione e saturimetri ha fatto sì che si interessasse a questo strumento anche un gran numero di cittadini che semplicemente hanno capito l’importanza di questo parametro vitale e desiderano controllarlo periodicamente, a casa, un po’ come sono già abituati a fare con la pressione arteriosa. Per tutti, la farmacia è soprattutto un punto di riferimento vicino a casa dove è possibile chiedere al proprio farmacista di fiducia come si utilizza il saturimetro e come vanno interpretati i valori che indica».